SEDIE AL POSTO DELLE AUTO: ecco cosa si rischia

 

Capita spesso, specie nei periodi estivi e quindi di maggiore affluenza turistica, di transitare nei centri abitati e assistere ad una pratica estremamente arbitraria: quella di disporre sedie, sgabelli, cassette in legno o plastica o, addirittura, pali metallici sullo spazio antistante gli ingressi delle case. Ciò allo scopo di garantire il parcheggio per la propria auto o per quella di familiari, oppure di lasciare lo spazio libero da autoveicoli in sosta, per poterne fare l’uso che se ne desidera.

Sono lecite tali pratiche?

No, ma dobbiamo distinguere due ipotesi:

  • la prima riguarda la disposizione di oggetti sul suolo antistante l’ingresso di casa (sedie, sgabelli, cassette, vasi e fioriere);
  • la seconda si riferisce all’occupazione del suolo pubblico mediante l’apposizione di ostacoli permanenti (come pali metallici, recinzioni metalliche).

Qual è la differenza?

Il primo caso ha certamente il carattere della transitorietà e temporaneità, ma, ciononostante, costituisce un illecito amministrativo. Nello specifico, si tratta di occupazione della sede stradale della violazione dell’art. 20, commi I e IV, del Codice della Strada; tale violazione, avente natura amministrativa, comporta una multa da € 169 ad € 680.

Il secondo caso, invece, si differenzia dal primo per la sua connotazione stabile, definitiva e non occasionale, perciò, costituisce un reato punito dall’art. 633 del Codice Penale con la reclusione fino a due anni e una multa da 103 a 1.032 euro . Si tratta, infatti, di invasione di terreni ed edifici.

I due illeciti non sono alternativi, ma possono essere cumulati tra loro e, quindi, sanzionati entrambi nello stesso tempo. Le due norme agiscono su piani diversi: la prima a tutela della sicurezza della circolazione stradale, l’altra a difesa del patrimonio (in questo caso quello pubblico, cioè le strade).

Affinché, però, il comportamento possa essere considerato reato (quindi punito dalla legge penale) è necessario che l’intenzione di chi agisce sia quella di realizzare un’occupazione stabile del suolo (con paletti metallici, recinzioni metalliche, etc…). In questo caso, basta querelare l’autore di tale condotta.

La sedia, lo sgabello o la cassetta, invece, dimostrano una finalità meramente transitoria e occasionale comunque punita, sul piano amministrativo, con la multa da parte degli agenti della Polizia Municipale.

Per non incorrere in un illecito amministrativo o, peggio ancora, in un reato, basterebbe avere come sempre un po’ di buon senso, tenendo presente che lo spazio in strada antistante la propria abitazione NON appartiene all’inquilino o al proprietario, ma si tratta di suolo pubblico.

 

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