EQUITALIA verso la chiusura: cosa cambia per i debitori?

 

Quando chiuderà Equitalia , esattamente? Cosa succede ora alle cartelle? Cosa dovrà fare chi ha debiti, dopo la chiusura di Equitalia?

Tra le maggiori novità contenute nella Legge Finanziaria 2017, quella che ha fatto più notizia è sicuramente l’abolizione di Equitalia, la quale verrà assorbita dall’Agenzia delle Entrate. Vediamo insieme quali sono le novità che interesseranno i debitori.

Quando chiuderà Equitalia?

Stando a quanto inserito nella Legge Finanziaria, il 1° Luglio 2017 Equitalia chiuderà e il nuovo obiettivo che vuole raggiungere il Governo è quello di regolarizzare la posizione degli evasori, così da recuperare le somme che spettano alle casse statali. La riscossione delle tasse dovrebbe passare direttamente nelle mani dell’Agenzia delle Entrate, però con modalità nuove per la riscossione. Si cambia il nome ma non la sostanza. Equitalia verrà assorbita dall’Agenzia delle Entrate e verosimilmente questo dovrebbe favorire il recupero del dovuto.

Cosa accadrà alle cartelle esattoriali ?

Alla chiusura di Equitalia si collega la rottamazione delle cartelle di pagamento recentemente annunciata dal Governo e si prevede il pagamento da parte dei contribuenti di tutti i debiti, in un’unica soluzione o in tre rate, con uno sconto ed entro il 2017. I debitori possono saldare il loro conto con il Fisco pagando tutto l’importo potendo contare sulla diminuzione sia delle sanzioni che degli interessi relativi alla somma da pagare. Le cartelle oggetto di rottamazione sono tutte quelle di Equitalia notificate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre del 2015: emesse per il recupero delle somme dovute al Fisco; per i debiti verso l’Inps, quelle delle contravvenzioni e i tributi locali.

Come rottamare le cartelle?

Come già detto, le cartelle che possono essere oggetto di rottamazione, devono essere state notificate in un periodo di tempo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre del 2015. Il contribuente che vorrà estinguere il suo debito utilizzando la procedura agevolata, potrà pagare l’importo della cartella esattoriale, gli interessi ad essa relativi e l’aggio al 6%; in questo modo si risparmierà sul pagamento delle sanzioni, degli interessi di mora e delle somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali. Il pagamento dovrà avvenire, sempre che non ci siano novità in corso d’opera, in un’unica soluzione o in tre rate entro il 2017.

Non si tratta perciò di un “condono”, ma di una rottamazione, con la quale si potrà saldare il debito con la pubblica amministrazione pagando solo l’imposta o la multa e gli interessi per il ritardato pagamento. Si tratta di interessi per aggiornare, attualizzandola, l’entità del debito rispetto al momento in cui è maturato. Ad essere sgravate saranno le sanzioni e gli interessi di mora, che scattano dal momento della notifica della cartella. 

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