3 semplici consigli per scrivere un curriculum vincente

curriculum-vincenteIl curriculum vitae non è un semplice pezzo di carta, ma rappresenta, se compilato correttamente, una vera e propria carta d’identità di chi aspira a trovare un impiego. Sicuramente è importante sottolineare che, quando si invia un CV ad un’azienda che ricerca personale, l’obiettivo sarà quello di fare un’ottima impressione sul nostro esaminatore, in modo da passare alla fase successiva della selezione: il colloquio.

Sincero, Spigliato e Sintetico: sono le tre indispensabili “S” alla base della compilazione di un curriculum vitae interessante, con cui sottoporre la propria candidatura se si è in cerca di un primo lavoro o se si vuole cambiare quello che si sta svolgendo.

La sincerità, ossia comunicare informazioni totalmente genuine sugli studi effettuati e sulle precedenti esperienze professionali (se ce ne sono state), è il tassello principale del puzzle che vi accingete ad assemblare. Innanzitutto, non fatevi ingannare da chi vi suggerisce di praticare un insensato “lifting” al vostro diploma, o alla vostra laurea, aumentando i voti finali ed aggiungendo specializzazioni mai prese, oppure la padronanza di lingue a voi sconosciute; e non prestate ascolto neppure a chi, illudendosi che così farà una bella figura, vi invita a riempire gli spazi bianchi del foglio con improbabili incarichi di responsabilità, magari anche solo per una stagione, in aziende dal marchio famoso in Italia e all’estero. Sarebbe inutile, e controproducente, infatti presentarsi come il “candidato perfetto”, inventando titoli o incarichi dei quali vi verrà sicuramente chiesto conto. Siate onesti, soprattutto con voi stessi, poiché sul luogo di lavoro dovrete mettere in pratica ciò che avete imparato negli anni.

Essere spigliati poi, è una caratteristica preziosissima, sia quando si parla, sia quando si affidano le proprie speranze ad una lettera di presentazione o ad un curriculum vitae. La persona disinvolta, a proprio agio con chiunque e spesso vivace senza mai scadere nella scortesia, ha molte più chance di successo nella carriera professionale di qualunque altra. Diretta conseguenza della naturalezza è intraprendere discorsi scorrevoli, perfino se l’argomento trattato è complesso. Dunque evitate “paroloni” dal suono altisonante (di cui a volte non si conosce neanche bene il significato) e gli svariati vocaboli in inglese, al giorno d’oggi tanto in voga. Essere spontanei di cui andare fieri; non impressionerete nessuno, infatti, se butterete lì termini come “meeting” invece di “incontro” o “briefing” al posto di “riassunto”, pensando di dare sfoggio della vostra proprietà di linguaggio alla moda, apparirete al contrario superbi ed impreparati. La conoscenza dell’inglese va esternata solo nel caso in cui i nostri esaminatori ce lo chiedano esplicitamente.

Ultimo requisito veramente importante che un curriculum deve avere è la sintesi: una presentazione sintetica viene apprezzata moltissimo, ma attenzione che non sia troppo breve (perché non si sa cosa inserire) né scarno (cioè privo delle informazioni necessarie per essere preso in considerazione. Al massimo, deve essere costituito da due o tre pagine, contenenti un accurato sunto della storia studentesca ed occupazionale di chi vuole partecipare alle selezioni per un impiego: dati anagrafici, formazione, esperienze lavorative, conoscenza delle lingue stranieri, hobby ed interessi (se rilevanti ai fini del posto a cui aspirate), liberatoria sui dati personali ed infine le vostra firma. Cercate di fornire le notizie in modo schematico, facendo attenzione alla forma grammaticale.

Seguendo queste semplici indicazioni, potrete compilare il vostro ottimo CV, abbassando notevolmente il rischio che questo venga cestinato. Buon lavoro!

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